Perché un blog di ProgettoDighe?

ProgettoDighe è nato nel 2005 come sito con lo scopo di raccogliere e condividere le informazioni che avevo raccolto in qualche anno di esplorazione. Dopo un paio di mesi online, vedendo che c'era un buon traffico, ci ho aggiunto un forum per poter conoscere ed interagire con altri appassionati del tema e a seguire una gallery fotografica per facilitarci la vita e scambiarci le foto delle nostre peregrinazione tra le valli e laghi.

Da li per molti anni poco è cambiato, almeno visto dall'esterno. Dietro le quinte intanto io pigiavo tasti, cambiavo hosting, aggiornavo componenti e cercavo soluzioni alla diaspora degli utenti attirati dal canto delle sirene dei social.

Ad un certo punto io e gli altri frequentatori del forum siamo arrivati a domandarci se ProgettoDighe non fosse morto e se avesse senso continuare. Ma anche se il forum era diventato meno frequentato e riceveva sempre meno contributi nel frattempo via mail o via telefono qualche domanda, qualche richiesta arrivava. C'era sempre qualcuno che aveva qualche curiosità.

E allora qualche anno, dopo che sono stato invitato ad un'evento dell'ITCOLD, ho deciso che era il momento di far resuscitare il sito, di aggiornarlo, di arricchirlo di contenuti che ormai erano diventati stagnanti.

Il primo passo per la rinascita è stato capire che l'attuale infrastruttura tecnologica non andava bene e che qualcosa andava buttato via. Perché il tempo è poco, l'età avanza e il lavoro, quello vero, richiede le mie energie.

Ho capito che quel poco tempo che passavo sul sito non lo spendevo per migliorane i contenuti ma che lo passavo ad aggiornare software obsoleto o difficile da usare che non usava nessuno oppure a cercare prodotti per convincere gli utenti a stare qui invece che su Facebook.

A cosa serviva avere un CMS quando io ero l'unico utente e che oltretutto pure io trovavo scomodo da usare? A cosa serviva costringere gli utenti del forum a caricare le foto in una gallery dall'interfaccia utente obsoleta quando sono pochi e caricano pochissimo materiale? A cosa serviva cercare di creare un nuovo social quando le persone per inerzia non riescono nemmeno a gestire due app di messaggistica?

Queste sono le domande che mi sono fatto e che mi hanno indirizzato verso la strada del cambiamento.

Ma a questo punto vi chiederete: se hai detto che qualcosa andava buttato via perché inizi adesso un nuovo blog?

E allora torniamo all'inizio, perché un blog di ProgettoDighe?

Perché ProgettoDighe vuole essere una sorta di piccola enciclopedia sulle dighe ed impianti idroelettrici perché è per quello che le persone vengono su ProgettoDighe.

Ma come amministratore ed informatico a volte ho voglia di spaziare, di raccontare cosa vuol dire amministrare un sito, di raccontare il percorso di evoluzione che sta avendo e di buttare giù idee per immaginare dove andrà, il tutto senza “sporcare” l'anima del progetto.

Quindi eccoci qua, in questo inizio.

E se siete nel Fediverso (due parole su questo lo faremo) potete restare aggiornati sul sito seguendo @phante@blog.progettodighe.it

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